
LA CROCE, SEGNO DI CONTRADDIZIONE
(di Michele Paglia)
Certo è che Gesù non fu ne il primo e ne l’ultimo uomo ad essere crocifisso;allora la pena capi-
tale che si dava ai malfattori e agli innocenti presunti malfattori,era appunto la crocifissione. Il
fatto stupefacente è che i “romani” usavano questo patibolo con molta frequenza…sino a chè:
“Gesù caricato del pesante legno della croce,sale al calvario “.Da quel venerdì santo, la croce sim-
bolo della nostra redenzione è fatta oggetto oltre che di amore, anche di fastidio e usata per scoop
artistici e giornalistici.Se la memoria non inganna, nel lontano 1985 il settimanale l’Espresso pre-
sentò in prima pagina una foto agghiacciante di una donna crocifissa e dal titolo “Santa Madonna”,
la foto blasfema anticipava le polemiche tra la Chiesa e il cinema…era il tempo dell’uscita del film
“Je vous salue Marie” di Jean Luc Godard. Poi ci sono state sentenze che il Crocifisso doveva esse-
re tolto nei seggi elettorali poiché poteva influire negativamente sull’espressione di voto da parte
degli elettori; poi doveva essere tolto dalle aule scolastiche per il rispetto dei non credenti o di cre-
denti altra fede! E non a caso la scrittrice Natalia Ginzburg in un suo articolo apparso su di un quo-tidiano politico nel 1988,in merito così si espresse:”…non togliete quel Crocifisso!E’ là muto e si-
lezioso .C’è stato sempre.E’ il segno del dolore umano,della solitudine della morte…; il Crocifisso
fa parte della storia del mondo”.Sino ad arrivare a qualche mese fa quando a Bologna ad “Artefiera”
(una rassegna internazionale d’arte contemporanea), fu esposto un crocefisso che ritraeva un Papa
in atteggiamento dissacrante, opera dell’artista (!) Federico Solmi.Ed invece di riflettere sulla Croce
e di chì vi è stato innalzato,questa da sempre è un segno di contraddizione.Pensare che molti santi
uomini l’hanno amata a tal punto di dire:”Quanto a me,non ci sia altro vanto che nella Croce del Si-
gnore nostro Gesù Cristo” (Gal 6,14);o ancora,prima di essere martirizzato,l’Apostolo Andrea (nar-
ra la tradizione) così declamò il benedetto legno:”Salve,o Croce,inaugurata per mezzo del corpo di
Cristo e divenuta adorna delle sue membra,come fossero perle preziose.Prima che il Signore,salisse
Su di te,tu che incutevi un timore terreno.Ora invece,dotata di un amore celeste,sei ricevuta come un dono.I credenti sanno,a tuo riguardo,quanta gioia tu possiedi,quanti doni tu tieni preparati.Sicuro
dunque e pieno di gioia io vengo a te,perché anche tu mi riceva esultante come discepolo di colui
che fu sospeso a te…o Croce beata,che ricevesti la maestà e la bellezza delle membra del Signore!…
Prendimi e portami lontano dagli uomini e rendimi al mio Maestro,affinché per mezzo tuo mi riceva
chi per te mi ha redento.Salve,o Croce;sì,salve davvero”.
certo la croce è divenuto simbolo della nostra civiltà, della nostra cultura e delle nostre tradizioni…ma questa ci dà da pensare, ci incute timore e ci trasmette mistero…per questo si cerca di sviscerarne il segreto in tutti i modi; sculture, immagini blasfeme, omissioni…